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Viaggiare da sola: perché dovresti farlo ad ogni età

Viaggiare da sola

Una esperienza che fa bene al tuo spirito

 

Tempo fa sono partita per la California con il mio zaino blu sulle spalle e tanta curiosità nel cuore: mi attendeva una bella avventura in treno fino all’Oregon. Ognuno di noi ha il suo viaggio speciale. Questo, per il 2017, era il mio. Perché? Semplicemente per il fatto che partivo da sola. Non che fosse una novità. Viaggio da sola da quando ho avuto la testa e l’età per farlo. Non c’è mai stato regalo più grande di questo e ti spiego perché.

Ci sono tante domande assurde che, a più riprese, vengono fatte a tutti da parenti e amici: quando ti sposi, quando fai un bimbo, quando metti la testa a posto. A queste potrei aggiungerne altre mille ma una sola mi interessa ora: perché viaggi da sola?

Annunciando la mia partenza per la California era più frequente che mi venisse chiesto perché partivo da sola che quale fosse il mio itinerario. Viaggiare da sola, qualsiasi sia la tua condizione famigliare, è  – per me – una di quelle cose che andrebbero prescritte dal dottore a più fasi nella vita di ogni donna. Magari al posto di qualche tranquillante o pastiglietta per farci sentire più in linea col mondo.

Viaggiare da sola è fondamentale per costruire ciò che siamo.

Partire da sola quando si è poco più che adolescenti (ammesso e concesso che si sia affidabili abbastanza per farlo) aiuta a diventare responsabili e a capire le proprie possibilità nel mondo. Mettere distanza tra figlie e genitori serve ad entrambe le parti, diventando una vera e propria fucina per plasmare la fiducia e il rispetto dei propri spazi.

Viaggiare da sola quando si arriva intorno ai 20 anni è il primo passo verso l’ascolto dei propri desideri, delle proprie paure, dei propri “ma ce la farò?”. Dona, quasi sempre, quel pizzico di fiducia in più in se stesse che tante ventenni dei giorni nostri nascondo dietro troppi selfie e vita virtuale. Il viaggio è realtà, è confronto, è quel “dove dormo stanotte” che sembra fare tanto Pechino Express ma che, nella vita vera, è molto… molto diverso.

Viaggiare da sole a trent’anni è la vita che sboccia, quel pizzico di indipendenza economica in più che non guasta mai e che, se si vuole, ti fa uscire da quelle camere d’ostello condivise in 10, tanto belle ma a volte scomode. Partire da sole a 30 anni ritorna a metterti in contatto con te stessa, con quei silenzi interminabili di viaggi in treno di oltre 15 ore. Nei silenzi ci trovi te stessa, ci trovi la tua vita, ci trovi lo spazio per chiederti se la strada sulla quale stai camminando sia quella giusta e allora ripensi a quelle frasi che scrivevi sui diari delle tue amiche quando avevi 16 anni e risenti nel tuo cuore quel “in the wrong run there is still time to change the road you’re on” (nel percorso sbagliato c’è ancora tempo per cambiare la strada che stai percorrendo) dei Led Zeppelin. E ripensi a quanto quella frase abbia ragione o sia, in quel momento, la tua ragione.

Viaggiare da sola a 40 anni? Ancora non lo so ma poco ci manca. Credo sarà interessante – o forse più interessante – quando metterò più distanza tra i miei 30 e i 40 anni che stanno per arrivare. Sono sicura sarà di nuovo una occasione di confronto con me stessa, al di là di tutte le opinioni o le domande che i parenti o gli amici vorranno farmi.

Viaggiare da sola non è una mancanza verso la tua famiglia, tuo marito, il tuo compagno o i tuoi figli. Viaggiare da sola è tempo per se stesse e non occorre andare in capo al mondo per provare cosa voglia dire camminare per strada senza nessuno con cui scambiare due parole. In fondo ci siamo noi, con tutta la nostra voglia di dialogare con noi stesse e con il mondo.

Blogger professionista, viaggiatrice e web marketing strategist. Sono follemente innamorata della Gran Bretagna, dei treni, delle isole in genere e del cibo di strada.

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