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Pinkinterviste

Il sogno nel cassetto di Alessandra Bertona

 

Benvenuta al 4° appuntamento con le Pinkinterviste.

Lo spazio di Pink Mojito in cui ci si raccontano i sogni, quelli tanto desiderati e poi alla fine realizzati. Quei sogni che, a volte, chiudiamo in un cassetto e poi ci dimentichiamo di cosa quel cassetto contenga.

Succede che un bel giorno proprio quel cassetto venga riaperto ed ecco che il sogno si materializza e diventa l’unica strada percorribile.

Nella Pinkintervista di oggi scopriamo il sogno di Alessandra Bertona. All’inizio non aveva capito quale fosse davvero la sua strada, ma poi è stata la strada a trovare lei. Un bel giorno ha deciso di aprire un ufficio stampa ed è così che è nata Alessandra Bertona Communication.

Ora, però, leggiamo le risposte alle nostre solite 10 domande.

1) Raccontaci un po’ di te.

Sono una “giovane donna” che festeggia a dicembre (il 18) i suoi 36 anni, sposata da 3 anni dopo 10 anni di fidanzamento.

Ho una grande passione che è il mio lavoro e questa è la forza che mi tiene viva e sveglia anche quando supero le 10 ore davanti al pc. Mi occupo di relazioni pubbliche (ufficio stampa, digital pr, eventi, ecc…) da 14 anni ma solo nel 2017 ho aperto la mia agenzia.

Vivo a Milano dove mi sono trasferita per l’università, ma quando mi presento il mio biglietto da visita è la mia città natale: Borgosesia, che oggi è diventata il mio buen retiro. Sono fiera di essere piemontese e amo la verdissima Valsesia, nota località turistica alle pendici del Monte Rosa, che custodisce le mie radici e i miei ricordi.

2) Qual era il tuo sogno all’inizio?

Ho sempre invidiato la determinazione di chi durante il liceo sapeva già quale sarebbe stata la via professionale da seguire. Io questa convinzione l’ho maturata nel tempo e sono arrivata a capire realmente quello che sarebbe stato il mio sogno dopo l’università quando ho iniziato a lavorare.

Nella mia crescita sono passata dal voler fare l’archeologa, la stilista e persino la psicologa. Ho studiato comunicazione all’università dopo aver provato a fare un anno di lingue sperimentali in economia. Perché? Uscita del liceo non avevo idea di chi fossi. La mia identità da diciottenne mi rendeva vulnerabile e così ho seguito la strada già percorsa da mio fratello più grande. Inciampo e sbaglio strada. Non era quella la via.

Quindi cosa volevo fare da grande? Ho studiato, fatto i primi stage, trovato il grande lavoro in agenzia, fatto un master serale, fatto 4 traslochi e ora dopo 14 anni ho aperto la mia partita iva. La scelta forse era già segnata nel mio destino, ma dovevo prenderne consapevolezza e soprattutto cogliere l’occasione giusta.

Quando è arrivato il famoso “treno” ho guardato negli occhi mio marito e gli ho detto “io lo devo prendere”. Mi trovavo in un momento dove complice l’età (non giovanissima), l’esperienza (non da junior) e la fede al dito portavano ad unica conclusione i responsabili delle risorse umane che mi facevano i colloqui. Non me lo sono immaginato, ma me lo sono sentita dire in faccia più di una volta e sempre da donne. Diciamo che mi sono sentita ferita e in qualche modo discriminata. Il momento è arrivato quando era scritto dovesse concretizzarsi.

3) Sei riuscita a realizzarlo come volevi?

Ho iniziato il 2017 con il cassetto dei sogni aperto e finalmente ho realizzato tutto quello che tenevo custodito al suo interno.

Aprire una mia attività, un’agenzia di relazioni pubbliche che potesse offrire ai clienti prima di tutto un rapporto umano. Sto lavorando duramente, ma con immenso piacere per far crescere il mio sogno e credo che sarà sempre così. Se uno desidera fortemente una cosa deve metterci veramente l’anima per ottenerla, mantenerla e rafforzarla. Sono fortunata perché faccio un lavoro che adoro e mi riempie di soddisfazioni e di gioie. Energica ed entusiasta credo che volere sia potere. Le competenze si acquisiscono, le conoscenze si studiano, ma tu sei tu. Questo è il valore. Nessuno può essere come te. L’unicità è il tuo potere, il valore umano.

Per questo amo il mio lavoro perché al primo posto ci sono le persone, perché dietro ad un monitor e a mille corrispondenze ci sono emozioni pensanti.

4) Qual è stata la tua motivazione più forte?

Dimostrare a me stessa di potercela fare. Quando si intraprende un cammino da soli bisogna confidare prima di tutto sulle proprie forze. Abituata a lavorare in team, trovarmi nei primi mesi a confrontarmi solo con me, è stata una grande prova. Ora è diverso, perché mi avvalgo di collaboratori con cui posso relazionarmi sulle strategie. Comunque le decisioni partono da me perché sono io l’unica responsabile del mio sogno.

5) Qual è stata la tua paura più grande?

A volte penso a come questo primo anno di lavoro sia partito in sordina per poi esplodere in senso positivo. Ho ricevuto tantissimo appoggio da persone vicine, ma anche nel mondo del lavoro. Mi hanno supportata nel lancio della mia attività con un messaggio chiaro e forte “avanti giovani ora è il vostro momento”. Confesso che ci sono stati pensieri di non riuscire a soddisfare come avrei voluto le richieste dei clienti e le loro aspettative. Le paure aiutano a stare vigili e concentrate, a pretendere sempre di più, a non accontentarsi mai.

6) Quanto tempo hai impiegato a realizzarlo?

Il tempo della gavetta, lungo e non sempre facile. Le ore di studio e non intendo solo quelle all’università e del master, ma i corsi di aggiornamento che bisogna continuare a sostenere per non rimanere fuori dal mondo. Almeno il mio lavoro che ha a che fare anche con la rete dei social network richiede di essere sempre sul pezzo.

7) Hai avuto bisogno dell’aiuto di qualcuno?

Ho fatto tutto da sola. Non lo dico per vanto, ma perché è possibile trovare la forza per affrontare tutto anche ciò che sembra invalicabile. Bisogna avere costanza, professionalità e tanto spirito di sacrificio.

8) Quanto ha influito l’appoggio delle persone vicine a te?

Posso dire 100%. Dalla famiglia a mio marito, le amiche, le persone a me care, tutte mi hanno supportato in questo grande passo. Oggi aprire un’attività non è semplice. Le tasse sono tante. Bisogna combattere tante piccole battaglie, ma quando si arriva all’obiettivo che può essere il riconoscimento da parte di un cliente per il lavoro svolto allora si ripaga tutto lo sforzo.

9) Se chi ci legge volesse realizzare un progetto simile al tuo, quale sarebbe il consiglio che ti senti di dare?

Sicuramente la base è la professionalità e la determinazione come in tutti i lavori. Bisogna essere curiose, chiedersi perché e cercare di darsi le risposte oggi e non posticipandole a domani. Io mi sento molto fortunata e spesso sono incredula guardandomi alle spalle dei passi che ho fatto. Se una persona si fissa un obiettivo e persevera con costanza lo raggiunge.

10) Dai un consiglio a chi ti sta leggendo e che ha un sogno nel cassetto.

Vola con le tue forze. Se desideri cambiare qualcosa non aspettare troppo tempo. Io credo di aver perso tempo, ma la mia decisione è arrivata forse al punto giusto. Bisogna sentirsi pronte. La libera professione include una vita senza tanti orari, ma che dà grandissime soddisfazioni. È vero che spesso ci si trova sole, ma sole non si è mai. Aggiornati, condividi le tue esperienze e acquisisci dagli altri quanto più possibile. La curiosità è fondamentale.

Non compro giornali femminili, però ne ho creato uno. Ho 34 anni, ho un compagno da 8 e convivo da 7. Vorrei un mondo in cui le donne siano più consapevoli delle loro potenzialità. Sono laureata in Economia del turismo e ho iniziato a gestire blog dal 2010. Per saperne di più su di me clicca le icone e il link qui sotto.

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