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Il desiderio di aiutare gli altri: il progetto Malli

Rosanna Casola

La PinkIntervista di Rosanna Casola

 

Il desiderio da realizzare molto spesso è qualcosa che ci riguarda in prima persona. Un obiettivo, o magari un sogno, che riusciamo a raggiungere con l’impegno, lo studio e la costanza. Lo abbiamo visto con Claudia Giordano e Silvia Pusceddu, che passo dopo passo sono riuscite ad ottenere ciò che volevano.

E se questo obiettivo fosse qualcosa da offrire agli altri?

Per la PinkIntervista di oggi ti presentiamo Rosanna Casola. Una donna del Sud che un giorno ha scelto di creare qualcosa per offrire un sogno ai bambini privati di una infanzia serena da guerre e povertà. Il progetto si chiama Malli e ti permette di acquistare una scatola con dentro alcuni oggetti, tra cui una originale T-shirt. Potrebbe essere un regalo diverso in occasione di San Valentino, perché come recita il sito

Donare Malli è un gesto che consente, senza troppe parole e nel modo più autentico, di esprimere l’affetto che si nutre nei confronti di chi lo riceverà.

1) Raccontaci un po’ di te

Sono una donna siciliana, sposata, titolare di una società di servizi in materia d’ingegneria e co-titolare di uno studio di progettazione. Il mio lavoro mi impegna circa 10 ore al giorno, ma lo faccio con piacere e non sento la fatica. All’interno dello studio mi occupo di sicurezza nei luoghi di lavoro, progettazione d’impianti e prevenzione incendi. Da meno di un anno ho registrato il marchio MALLI e costituito un e-commerce per la vendita di una scatola dono con dentro una T-shirt, un segnalibro e un bracciale dei legami. L’idea è quella di donare parte dei proventi a favore dei bambini meno fortunati.

2) Qual era il tuo sogno all’inizio?

Creare un brand partendo dalla produzione di una T-shirt con un disegno da me ideato. Brand la cui mission è il sostegno, con parte dei proventi, di progetti a favore dell’infanzia rubata dalle guerre e/o dalla povertà. Il sogno più grande è farlo diventare un top of mind.

3) Sei riuscita a realizzarlo come volevi?

Ho creato tutte le condizioni affinché si realizzi. La parte più difficile è la commercializzazione. Sto impegnando tempo e denaro per staccarmi dai vecchi modelli aziendali e sto cercando di apprendere strategie di vendita online, avvalendomi di capaci e validi collaboratori.

4) Qual è stata la tua motivazione più forte?

La ricerca di una nuova sfida, trovare nuovi stimoli, la voglia d’iniziare un’attività in un settore più creativo rispetto al campo in cui opero. Sto imparando qualcosa di nuovo; questo mi suscita una bella sensazione. Individuare un’opportunità, valutarla, fondare un’azienda, trovare le risorse, progettare e gestire la struttura, avere un’importante mission è un grande stimolo intellettuale molto motivante.

5) Qual è stata la tua paura più grande?

Nessuna paura. Certo le difficoltà ci sono, ma ho imparato ad affrontare le cose giorno per giorno e a concentrarmi sull’obiettivo finale, questo mi aiuta a non perdere la motivazione. Io credo che sia importante provare e anche se si sbaglia ricominciare e proseguire.

6) Quanto tempo hai impiegato a realizzarlo?

Due anni, compreso i tempi burocratici per la registrazione del marchio e la creazione
dell’e-commerce. Ogni cosa è stata pensata, valutata, provata: dalla grafica della T-shirt, al nome, alla confezione, al bracciale dei legami, al segnalibro, alla selezione dell’azienda fornitrice delle T-shirt, tra tutte quelle aziende che hanno fatto della sostenibilità e dell’etica sul lavoro la base delle loro convinzioni.

7) Hai avuto bisogno dell’aiuto di qualcuno?

Sì, mi avvalgo della collaborazione di uno studio di progettazione grafica e design, Atelier790. Loro hanno dato forma alla mia idea.

8) Quanto ha influito l’appoggio delle persone vicine a te?

Tanto, familiari e amici mi hanno sostenuta ed incoraggiata ad andare avanti. Ho chiesto consigli a imprenditori presenti da svariati anni sia nel settore del commercio tradizionale che in quello elettronico, i quali hanno messo a mia disposizione la loro esperienza. Ho contattato uomini di spettacolo che, senza chiedere nulla in cambio, hanno indossato la maglia e veicolato il messaggio. Il sostegno delle persone vicine è fondamentale soprattutto nella fase iniziale.

9) Se chi ci legge volesse realizzare un progetto simile al tuo, quale sarebbe il consiglio che ti senti di dare?

Iniziare con un investimento minimo e, se possibile, utilizzare capitale proprio senza ricorrere a prestiti bancari; non avere paura di rischiare; avvalersi di collaboratori che abbiano le competenze necessarie per sviluppare l’attività con successo.

10) Dai un consiglio alle donne che ti stanno leggendo e che hanno un sogno nel cassetto

Sono convinta che le donne rispetto agli uomini abbiano diversi punti di forza nel campo dell’imprenditoria. Le donne hanno maggiore sensibilità, gusto, la caratteristica naturale di capire il minuzioso, l’istinto materno e soprattutto la grande capacità di sapere negoziare. Come ha detto Babala Grogan, la fondatrice dell‘Associazione di contratto dei beni dell‘Europa occidentale, “se tu puoi conciliare discordia per un giocattolo tra due bambini, di cui uno ha 6 anni e uno ha 4 anni, allora sei capace di contrattare in qualsiasi negozio del mondo”.

Il consiglio che posso dare alle donne che stanno leggendo è quello di coltivare i sogni, credere alle proprie intuizioni senza dare ascolto alle voci negative, avere chiaro il loro obiettivo, mettere passione e impegno in quello che fanno e divertirsi nel farlo, ma soprattutto avere perseveranza.

Pinkinterviste
Vuoi raccontarci il tuo desiderio realizzato?

Non compro giornali femminili, però ne ho creato uno. Ho 34 anni, ho un compagno da 8 e convivo da 7. Vorrei un mondo in cui le donne siano più consapevoli delle loro potenzialità. Sono laureata in Economia del turismo e ho iniziato a gestire blog dal 2010. Per saperne di più su di me clicca le icone e il link qui sotto.

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