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Desperate Housewives: 13 anni dopo

Desperate Housewives 13 anni

Le nostre casalinghe d’oltreoceano preferite

 

Febbraio è il mese dell’amore, ma non esiste una sola tipologia di amore possibile. Mentre in tanti si staranno godendo la cena di San Valentino con il proprio partner, altri preferiranno restare a casa sotto le coperte a guardare una bella serie tv. Ed ecco perché oggi voglio parlarti di uno dei miei primi amori nel mondo delle serie tv americane.

Sono certa che queste donne ti abbiano strappato almeno un sorriso e che abbiano un posto riservato nel cuore di tanti amanti delle serie tv. Di chi sto parlando? Ovviamente delle casalinghe disperate di Wisteria Lane.

Se non sai di cosa si tratta ecco un rapido recap per te.

In un mix perfetto di dramma, giallo, satira e soap opera, “Desperate Housewives” racconta la vita di quattro giovani donne, quattro casalinghe che combattono le loro quotidiane battaglie domestiche e le cui tranquille vite di periferia vengono sconvolte da un suicidio inaspettato. A fare da sfondo alla vicenda è il quartiere residenziale di Wisteria Lane, nell’immaginaria città di Fairview, dove le quattro casalinghe vivono nelle loro magnifiche case da ricche borghesi americane.

Susan, Lynette, Bree, Gabrielle: quattro donne così diverse legate da un’amicizia indissolubile. Quattro donne che con ironia, forza d’animo e determinazione hanno affrontato gli ostacoli che la vita poneva sul loro cammino, senza mai perdere il sorriso.

Era il 13 febbraio 2005 quando il pilot veniva trasmesso per la prima volta in Italia e nonostante siano passati ben 13 anni, per me ogni volta è come la prima. Desperate Housewives è una di quelle serie che non ti stanchi mai di guardare e riguardare, se stai facendo zapping annoiata davanti alla tv e becchi un episodio non puoi fare a meno di fermarti e gustarti quella puntata.

Per 8 stagioni (dal 2004 al 2012), Desperate Housewives ha tenuto incollate allo schermo casalinghe annoiate (e non solo) da ogni parte del globo, diventando un fenomeno mediatico senza precedenti e collezionando negli anni ben 7 Emmy Awards e 3 Golden Globes e raggiungendo un’audience complessiva di 120 milioni di spettatori.

Senza dubbio un punto di forza dello show è stata la sua sottile ironia, che ha permesso di trattare qualsiasi tematica con un velo di leggerezza. Sicuramente sono state le quattro protagoniste a rendere la serie una delle più viste al mondo.

Lynette (la mia preferita) è la donna con la D maiuscola. Moglie, mamma e donna in carriera. Ha dovuto tirare fuori le unghie e affrontare i tanti e troppi ostacoli che la vita le ha messo di fronte, uscendone sempre a testa alta.

Bree è la perfetta casalinga americana, nella sua casa non troverete mai nulla fuori posto e la cucina è il suo regno. Ho sempre invidiato i suoi lunghi capelli rossi e il suo stile sempre impeccabile, ma soprattutto il modo in cui il suo personaggio si è evoluto.

Susan è la svampita del gruppo, innamorata dell’amore e alla smaniosa ricerca dell’uomo perfetto. Ha sempre la testa fra le nuvole e ne combina di tutti i colori.

Gabrielle è l’outsider, la bella modella che dalle copertine delle riviste patinate è stata catapultata nella vita di periferia per seguire il suo amore. In un primo momento distante e fuori luogo in un ambiente così familiare.

Desperate Housewives ha segnato la televisione americana (e non solo) perché ha sdoganato la concezione tradizionale della casalinga, restituendole l’accezione di donna, che esce dalle quattro mura domestiche senza rinnegare il suo essere madre e moglie. Desperate Housewives ha reso le sue protagoniste delle persone normali, comuni, con i loro difetti e le loro debolezze. Donne che hanno incontrato mille difficoltà e che hanno cercano di risolvere i loro problemi nel miglior modo possibile. Credo che sia stata proprio questa la sua forza, ossia questa capacità di farci immedesimare nelle vesti di una perfetta casalinga disperata che è semplicemente una donna come noi.

Ventiquattrenne, pugliese, universitaria.
Osservo il mondo, mi perdo tra le pagine di un buon libro e mi nutro di serie tv.

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