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Anna Del Bo Boffino, una vita per l’emancipazione femminile

Lotte femministe in Italia

Storia di una donna moderna

 

Profetica la data della sua nascita, l’8 marzo del 1925, morirà nello stesso mese a 72 anni, dopo una intensa vita impegnata in prima linea nella battaglia per la emancipazione femminile. Non quella rivoluzione perpetrata in maniera ribelle e disordinata, ma quel pensiero razionale che aiuta ogni donna a trovare la sua dimensione di vita ideale.

Anna Boffino cresce a Milano in un periodo storico, il ventennio fascista, che vuole le donne accanto al focolare domestico, dedite alla cura della famiglia. Sua madre, operaia alla Pirelli e impegnata nello studio delle lingue straniere, è un modello di pionieristica emancipazione sociale.

Quando consegue la laurea in filosofia nel 1948, Anna ha già partecipato attivamente alla Resistenza come staffetta (1943-1945), consegnando messaggi ai partigiani nascosti. Sposa subito dopo Giuseppe Del Bo, dirigente editoriale della Feltrinelli, dal quale assumerà il cognome nella firma dei suoi scritti e che la introdurrà al mondo dell’editoria, a cui Anna sembra già essere destinata. Infatti, con largo anticipo rispetto alla tendenza nazionale, nei primi anni ’50 scrive per l’Unità nella sezione dedicata alle donne, precorrendo di poco le proteste degli anni ’60, anni durante i quali si orienterà su quei temi fino ad allora considerati superficiali, come i sentimenti e i rapporti personali.

Nel 1968 la Mondadori le concede uno spazio nella rivista mensile “Due più. Noi due più i nostri figli” dove nei suoi articoli, non solo affronta i temi legati alla sessualità di coppia e alla contraccezione, argomenti già considerati tabù, ma va oltre spiegando come affrontare l’educazione sessuale per i propri figli ed educando la donna al raggiungimento del proprio piacere. Anna si affida alla psicologia e alla psicanalisi per trattare questi argomenti, come già accadeva negli Stati Uniti, rivolgendosi soprattutto alle fasce meno elitarie e tentando di educare alla risoluzione degli ormai diffusi malesseri familiari: in Italia questa modalità prende da subito piede tra le donne intellettuali borghesi di Milano, invase dal malcontento relazionale che, a differenza di quelle americane rieducate ai doveri coniugali dall’analista, cominciano invece a guadagnare autostima.

Anna Del Bo Boffino
Photo credit: asiloisola

Nel 1972 la Rizzoli le affida la rubrica settimanale “Da donna a donna” che la consacra nel suo ruolo: grazie all’aumento esponenziale della corrispondenza con i suoi lettori, Anna riesce ad individuare i problemi della donna moderna. La libertà sessuale, la contraccezione, il divorzio e l’aborto, la parità nel lavoro, la condivisione dei ruoli in famiglia sono tutti i temi che riverserà nei suoi libri.

Anna, però, va oltre il suo impegno femminista editoriale e decide di portare a livello politico i problemi delle donne. Si candida nel 1975 come indipendente del Pci – Pds nel consiglio comunale di Milano per poi diventare un decennio dopo consigliere alla Provincia di Milano, dove presiederà la Commissione consultiva sui temi della donna. Con il suo impegno politico, Anna incarna l’emblema della donna moderna impegnata nel dilemma tra famiglia e carriera, tra vita privata e pubblica, che non prevede soltanto il saper conciliare obblighi, doveri e ambizioni personali, ma eleva la donna nella sua grande capacità di incrociare e integrare strategie complesse per portare a compimento ogni mansione.

Saranno numerose le onorificenze che riceverà nel corso della sua vita, come anche post mortem. Il suo merito è stato quello di osservare i cambiamenti della società attraverso strade delicate, cruciali e oscure anche alle stesse donne. È stata la prima – come sottolinea Letizia Rittatore – capace di “gettare acqua sul fuoco degli entusiasmi dell’emancipazione. Analizzava, rifletteva, propositiva sempre, anche se, forse, una delle poche pensatrici che ammetteva di non avere risposte per tutto”.

Per conoscere più da vicino questa donna e gli argomenti che ha affrontato, puoi leggere i suoi libri ancora molto attuali: Pelle e cuore (1980), Figli di mamma (1981), Stavo malissimo (1983), Voi uomini (1985), Le domande e le risposte (1989) , Un cerchio dopo l’altro (1994).


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Archeologa per aver tirato a sorte sul modulo dei corsi di laurea. Peccato che poi mi sia piaciuto.
PhD, esperta in comunicazione culturale e digital strategist per progetti di innovazione sociale, musei e siti archeologici.
Coworking co-founder. Amo smisuratamente il sud.

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