Come cambiano le vacanze per le cinquantenni

 

L’estate è arrivata e bisogna prendere in mano la situazione: tanto lo sappiamo, no, che sono le donne quelle che decidono dove si va in vacanza, che scandagliano motori ricerca, analizzano nel dettaglio guide, planisferi e gugolmaps, che si infilano leste nelle agenzie di viaggio pronte a illustrare desideri, itinerari, budget per poi portare il risultato – bello che pronto – a mariti e compagni, che potranno dire di aver dato un fondamentale contributo solo perché hanno aiutato nella scelta recuperando sullo scaffale il glorioso atlante di viaggio appartenuto al nonno, in cui la Jugoslavia era ancora tutta una nazione.

Ammettilo, non succede così anche a te?

Io non so se amare o odiare l’estate. Questo periodo di ‘vacanze per forza’, in cui sembra quasi un obbligo trasformarsi da turisti consapevoli e intelligenti in vacanzieri intruppati e incolonnati sulle autostrade d’Italia. Giuro che, se trovo chi ha creato il termine osceno ‘vacanziere’, lo metto sul portapacchi della macchina e gli faccio fare Lecce-Campione d’Italia a passo di lumaca!

Poi non è che andando avanti con l’età le vacanze diventino più semplici da organizzare, tutt’altro!

Se a 16 anni bastava una tenda, un sacco a pelo e un bel gruppo di amici; a 20 anni ci accontentavamo di una pensioncina fronte mare con il bagno condiviso dove flirtare con il ragazzino dell’ombrellone accanto; a 30 anni sceglievamo una vacanza tra amiche nel retreat radical-chic sulle colline, dove si mangiava solo pane e yoga per poi decidere a 40 anni che il camper super accessoriato era proprio la vacanza ideale per noi, in cui recuperare il senso di libertà che avevamo a 18 anni, ma con una buona dose di comodità in più; a 50 l’operazione vacanze si ingarbuglia perché nel frattempo la famiglia si è allargata – figli, nipoti, nonni, cani, gatti e canarini – e bisogna contemperare le esigenze di tutti.

C’è allora chi seguendo una vena masochistica sceglie di affittare una grande casa dove ospitare tutta la tribù (e regolarmente si ritrova a trascorrere gran parte delle vacanze in cucina o affaccendata in lavori domestici); chi trascina i figli adolescenti in crociera – dove il Wi-Fi è un costosissimo miraggio – con il risultato di avere due tizi malmostosi che ciondolano in cabina e non vedono l’ora di attraccare nel primo porto utile per connettersi e chattare con gli amici.

C’è anche chi – e a loro va tutta la mia stima – riesce a collocare figli, nonni e componenti pelosi della famiglia, salta sul primo aereo e fa “ciao ciao” con la manina, mentre già pregusta l’atollo maldiviano con barriera corallina frequentata da migliaia di pesciolini variopinti che la aspetta all’atterraggio.

Cosa cerca una cinquantenne nei viaggi estivi?

Relax e serenità prima di ogni altra cosa, quindi comodità, piacere della buona tavola, la possibilità di incontrare culture diverse. I viaggi delle over 50 sono mediamente più lunghi, più costosi e più rilassati, e allo stesso tempo meno flessibili e più cauti.

A meno di non avere una propensione innata all’avventura, si tende a ritornare in luoghi conosciuti, si scelgono mete tranquille e a ‘misura di famiglia’ oppure, nella giovinezza di ritorno, si riprende l’abitudine del viaggio tra donne e a misura di donna, in cui gli uomini non hanno spazio e se lo hanno è relativo.

Mete preferite dalle cinquantenni? Quelle in cui ritrovano i giorni della gioventù, quelle annusate sui libri di scuola – oh, sì, anche la Grecia, il Peloponneso, le isole di epica memoria! – e poi ancora le mete, vicine o lontane, che sanno raccontarsi e che coinvolgono.

Altro elemento che differenzia le modalità di viaggio delle donne 50enni è il bagaglio.

Perché va bene che le cinquantenni di oggi hanno lo sguardo da bambine e lo spirito di una adolescente, ma le rughe, le smagliature, le cicce un po’ rilassate ahimè, quelle – a meno di non essere particolarmente fortunate o tenaci negli allenamenti e nella cura cosmetica – ci sono. E ci sono anche piccoli problemini di salute che hanno bisogno della pillolina per tenerli sotto controllo, la pelle che si macchia con il sole, il colore dei capelli che dopo 15 giorni manifesta un orribile stacco grigio. Non basta più il bagaglio a mano, serve il valigione di due metri per un metro da stipare di abiti comodi, ma ancor più di cosmetici, medicinali, scarpe modello suora di clausura (ah, che ricordi gli stiletti da 12 centimetri, compagni di giovanili vacanze!), protezioni solari schermo totale, cappelli di paglia per darsi un tono e ovviamente un assortimento di creme da far invidia a una estetista!

 

E la tua vacanza da donna 50enne com’è? Raccontacela nei commenti.

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