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È tempo di raccogliere l’uva!

Grappolo Uva

La vendemmia, un’attività che sa di tradizione e di fatica

È tempo di vendemmia, una tradizione antica che si ripete di anno in anno, una delle più affascinanti per il contatto con la natura e con la terra. La vendemmia è il momento in cui il vigneto si spoglia del suo frutto attraverso la raccolta per essere portato nelle cantine per procedere alla pigiatura e alla vinificazione.

Raccogliere l’uva è un rituale tramandato di generazione in generazione dal fascino unico: il mosto trasformato in vino, la raccolta tra le file del vigneto, i colori e i profumi dell’uva, gli odori delle cantine pieni di arnesi tipici, come botti, imbuti, secchi, forbici, ceste in vimini. Una visione che richiama al passato.

La vendemmia è una pratica importante che ha un suo valore storico e antropologico, fatto oltre che di fatica e tanto lavoro anche di convivialità e condivisione.

A seconda dei tipi di pianta e dei luoghi nei quali il vigneto è impiantato, il periodo in cui si effettua la raccolta dell’uva varia. Sono 3 i periodi giusti per questa antica pratica: agosto-settembre, settembre-ottobre, ottobre-novembre. Sono i periodi in cui l’uva raggiunge la maturazione, un momento inconfondibile caratterizzato da aromi e profumi che iniziano a essere presenti nel frutto. Alcune uve sono tardive ed è per questo vi sono raccolte che arrivano a farsi in autunno inoltrato.

La vendemmia in Italia ha un significato importante viste le diverse varietà di vino prodotte da nord a sud. Un vino che varia da regione a regione, ma che rispecchia assolutamente la qualità del Made In Italy.

Questa pratica agricola ha una maggior valenza se si pensa che esistono ancora piccoli produttori proprietari terrieri che portano avanti la tradizione da generazioni e a volte per il semplice e solo consumo personale. In questi casi fare una esperienza del genere assieme a una di queste famiglie suscita una certa emozione: l’uso di utensili antichi, come il torchio, che non hanno nulla a che fare con le innovative produzioni tecnologiche, donne con il capo coperto dai fazzoletti, uomini attrezzati con stivali, forbici e guanti, bambini che giocano tra i grappoli di uva. Giornate che hanno il sapore di casa, durante le quali si raccolgono i grappoli d’uva e si ripongono nelle cassette, che poi con trattori o a mano vengono trasportate in cantina per la pigiatura.

Di anno in anno la tecnologia ha in un certo senso modificato tutto il procedimento che va dalla vendemmia all’invecchiamento del vino, con un susseguirsi di fasi ben definite: la vendemmia, la pigiatura, la fermentazione, la vinificazione in bianco, la vinificazione in rosso, la svinatura e l’invecchiamento. Oggi la pratica della vendemmia segue nella grande produzione un procedimento molto più evoluto, ma lo spirito è sempre lo stesso: tanta fatica ma con la voglia di arrivare al risultato, godere di profumi e paesaggi e concludere la giornata con qualche sorriso e un brindisi al nuovo vino che si avrà.

Blogger fondatrice di Viaggi del Milione, Consulente Turistico, Esperta in Valorizzazione del Territorio, Presidente Terre&Tour

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