Questa e altre curiosità sulla grappa

La grappa italiana è uno dei prodotti di maggior prestigio del nostro Paese. Ho deciso di parlartene perché troppo spesso viene additato come un prodotto da uomini a causa del suo alto grado alcolico. In realtà i profumi della grappa e il suo sapore intenso fanno sì che questo prodotto possa essere tranquillamente assaporato dalle donne.

Parliamo di…

Quando è nata la grappa?

La grappa italiana ha una storia antichissima: i primi metodi di distillazione si attestano già dal VIII secolo a.C. in Mesopotamia.

Secondo la leggenda a portare la grappa in Italia fu un legionario romano di ritorno dall’Egitto che iniziò a distillare vinacce in Friuli con le tecniche apprese nella terra dei faraoni. Altri storici, invece, pensano che la prima produzione di grappa in Italia avvenne sempre in Friuli, ma grazie ai Burgundi, popolazione austriaca che applicò i metodi della distillazione del sidro alle vinacce.

Quel che è certo è che la grappa, quella che conosciamo oggi, iniziò ad essere prodotta con i metodi moderni a Bassano del Grappa nel 1779 nella Distilleria Nardini grazie al metodo della distillazione a vapore.

Un secondo momento importante per la storia della grappa italiana è quello in cui si iniziarono ad utilizzare per la distillazione vinacce di un solo vitigno e non più vinacce differenti. La prima distilleria a farlo fu la Distilleria Bocchino di Canelli e la prima grappa a essere prodotta in questo modo fu quella di moscato.

Nel 1973, grazie alla lungimiranza della famiglia Nonino, nacque la denominazione di grappa monovitigno. Da quel momento in poi la grappa venne rivalutata e iniziò a essere considerata un distillato di pregio.

Dove bere la grappa italiana?

La grappa viene prodotta in tutta Italia e lo dimostrano le varie denominazioni registrate che abbiamo nel nostro Paese. Ognuno di questi prodotti ha un suo profumo e un suo sapore unico. Ecco le grappe che si possono trovare in Italia:

  • Grappa di Barolo;
  • Grappa piemontese o del Piemonte;
  • Grappa lombarda o della Lombardia;
  • Grappa trentina o del Trentino;
  • Grappa friulana o del Friuli (chiamate anche snjape furlane);
  • Grappa veneta o del Veneto;
  • Südtiroler Grappa o Grappa dell’Alto Adige;
  • Grappa siciliana o Grappa di Sicilia;
  • Grappa di Marsala.

Distillerie grappe venete

Il Veneto è la patria della grappa: questa regione, infatti, è la più grande produttrice di grappa italiana.

Tra le distillerie che ti consiglio di provare ci sono:

  • F.lli Brunello di Montegalda, che pare sia la più antica distilleria d’Italia;
  • Poli Distillerie, che produce grappa dal 1898 e che oggi è anche sede di un bel museo.

Distillerie di grappa in Piemonte

Un’altra regione italiana legata fortemente alla produzione della grappa è il Piemonte.

Tra le distillerie che ti consiglio di provare in Piemonte ci sono:

  • Distilleria Romano Levi, che produce grappa da tempi remoti e che ancora oggi utilizza metodi della tradizione;
  • Marolo, che distilla dal 1977 adeguandosi ai tempi lunghissimi che questo prodotto necessita;
  • Mazzetti d’Altavilla, dove la tradizione si sposa con l’innovazione.

Quando bere la grappa italiana?

Durante l’anno ci sono alcune interessanti manifestazioni che permettono di scoprire la bellissima tradizione della grappa italiana.

“Distillerie aperte” e “Grapperie aperte” sono i due eventi principali. Entrambi si tengono tra la fine di settembre e i primi d’ottobre e permettono ai visitatori di scoprire gli impianti di produzione, le cantine e di assaggiare le grappe migliori del nostro Paese.

Come degustare la grappa?

La grappa si beve generalmente nei bicchieri chiamati tulipe a temperature comprese tra gli 8 e i 18 gradi per quelle più invecchiate. Quest’ultime andrebbero servite in bicchieri da cognac, più ampi e più adatti a sentirne i profumi.

Non sempre si sa che la grappa si può utilizzare anche in cucina, per questo tempo fa ti avevo dato alcuni suggerimenti per preparare ottime ricette con la grappa italiana.

Photo credit: Flickr

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