Il rossetto perfetto a prova di mascherina esiste?

Rossetto rosso

Oggi parliamo di tutto quello che devi fare per avere un rossetto a prova di mascherina

Rosso, per favore!

Quando penso al rossetto la mia mente corre veloce a quella borsetta lucida di coccodrillo.

Immagino le mani della bisnonna frugare alla ricerca di un astuccio squadrato.

Le sue dita laccate di rosso afferrano quel piccolo concentrato di eleganza e femminilità che profuma di violetta e lasciano correre sulle labbra, con un gesto leggero, quella pasta color rosso sangue.

Già, perché il rossetto per antonomasia è rosso, “come la carne, come il sangue” diceva Coco Chanel.

Il rossetto a prova di mascherina

So bene che in tante hanno rinunciato al rossetto in questi lunghi mesi di lockdown, pensando: “tanto chi lo vede”, “la mascherina crea sbavature”, “il rossetto non dura”.

Io vado controcorrente e ti dico di continuare a indossarlo, adottando solo qualche accorgimento.

Ti capiterà un pranzo fuori con un’amica o una videochiamata di lavoro, no?

E perché non mostrare un bel rossetto, colorato e perfetto, al momento di abbassare la mascherina?

Rossetto rosso

Il rossetto: un po’ di storia

Indossare il rossetto è per me, ogni singola volta, un viaggio nel tempo, un immedesimarmi in
tutte quelle donne che dagli albori della preistoria hanno colorato le proprie labbra per i più
svariati motivi: ritualità, status, professione. O semplicemente per il gusto di vedersi belle con le
labbra tinte. Quasi che il colore potesse rafforzarne le intenzioni.

Le più antiche tracce di pigmento per labbra e guance sono state scoperte in Sud Africa e risalgono a più di 120 mila anni fa: è un minerale color ocra rossa a essere diffusamente utilizzato dalle popolazioni preistoriche anche per scopi ‘cosmetici’.

Gli Egizi erano soliti truccarsi molto. Annerivano gli occhi con una pasta scura e appiccicosa, il kajal, per proteggersi dalla sabbia del deserto, e coloravano guance e labbra con pigmenti minerali.

Con la rivoluzione industriale, il pigmento naturale è stato poi gradualmente trasformato in una pasta profumata, contenuta prima in vasetto, poi in tubetto: iconici sono i primi rossetti prodotti da Guerlain all’inizio del Novecento.

3 pregi del rossetto

Da quei primi esperimenti ne sono passate di formule, nuance e generazioni di donne che l’hanno introdotto nel proprio beauty-case.

E mi ci metto anche io, poiché, in quei giorni in cui non ho voglia di truccarmi perché sono in ritardo oppure perché piove e non ho ancora trovato il fondotinta che resista alle bombe d’acqua, mi affido sempre al rossetto.

Un tocco di colore ed ecco che una giornata un po’ fiacca subito si fa elettrica.

Questo miracolo solo per un rossetto? Ebbene sì e per svariati motivi.

Primo: il rossetto emoziona.

La forza del colore non l’ho scoperta io, né le industrie cosmetiche: è un fatto antico come l’uomo sulla terra.

Perciò se ho una riunione difficile e voglio sprizzare energia scelgo un bel fucsia o un arancio vitaminico, se invece mi sento riflessiva e non voglio dare nell’occhio, opto per un nudo o un rosa carne.

Secondo: il rossetto (s)colpisce.

Evidenziare le labbra dona la giusta proporzione al viso e fa da controcanto agli occhi.

Anzi, a dirla tutta, se scelgo bene il colore posso addirittura valorizzare ancor di più lo sguardo.

E poi, ci hai fatto caso? Le labbra tinte catturano l’attenzione altrui.

Terzo: il rossetto cura.

Siamo oneste, esistono pessime formulazioni che seccano e screpolano le labbra, ma ne esistono di veramente buone capaci di idratare e levigare.

Tuttavia è un fatto molto, molto soggettivo. Quel che è confortevole per me può risultare aggressivo per un’altra.

Come in tutte le cose, il segreto sta nel conoscere le proprie labbra e nel testare diversi prodotti alla ricerca del più adatto. Perché esiste, stanne certa!

Una giungla di finish: quale rossetto scegliere?

Se ti ho convinta a investire sul rossetto, non puoi sorvolare su una caratteristica fondamentale: la finish, cioè la consistenza.

Ormai in circolazione ce ne sono a bizzeffe proprio per accontentare i gusti di tutte.

Non storcere il naso se il glossario più diffuso è anglosassone, ha il suo fascino di
rapida e accattivante descrizione dell’effetto finale.

Ovviamente esiste anche la versione italiana, ahinoi, molto meno invitante. Si va dal “glossy”, cioè lucido, al “mat”, opaco, dallo “sheer”, cioè poco pigmentato quasi trasparente, al “creamy”, cremoso, fino allo straordinario effetto “velvet”, ossia vellutato.

E adesso che hai capito che c’è un mondo di consistenze da testare, corri in profumeria a
imbrattarti mani e polsi con strisce colorate.

Questa dei cosiddetti “swatches” pare sia ancora la tecnica migliore per selezionare il rossetto giusto.

Il rossetto a prova di mascherina: trucchi da make-up artist

Se proprio non hai tempo di entrare in profumeria, in nostro soccorso vengono i social.

Da circa 10 anni, infatti, è in atto una vera e propria rivoluzione dell’informazione in fatto di make-up, che ha portato nelle case la voce degli stessi make-up artists, felici di uscire dai backstage e di istruire tutti i curiosi sulla loro misteriosa professione.

Non è meraviglioso imparare a stendere il fondotinta o ad applicare il mascara da professioniste del calibro di Lisa Eldridge o Pat McGrath?

Tornando al nostro rossetto, ora che abbiamo individuato la finish che ci piace, e magari anche il
colore in base all’umore o al nostro incarnato, vediamo come farlo durare.

Va detto che, anche in questo caso, ci sono decine e decine di brand e di diverse formulazioni tra cui scegliere. Vietato scoraggiarsi!

Se per caso non fossi riuscita a mettere le mani su quel marchio perché fuori dal tuo budget o perché quel punto di malva era esaurito, niente panico: una soluzione c’è ed è anche perfetta per indossare il rossetto sotto la mascherina.

Idrata le labbra con una buona dose di burro di cacao. Lascialo agire qualche minuto e poi rimuovilo tamponando.

Armati di una matita per labbra (che sia di un colore simile al rossetto oppure al colore delle tue labbra) e di un fazzolettino di carta.

Il segreto è STRA-TI-FI-CA-RE.

Primo strato: matita. Disegna il contorno delle labbra, volendo anche barando un po’ sulla forma se vuoi modificarla.

Secondo strato: una passata di rossetto, stesa direttamente dallo stick oppure aiutandoti con un pennellino o con le dita.

A questo punto prendi il fazzoletto, ripiegalo a metà e posizionalo fra le labbra, stampandoci sopra un bel bacio.

Procedi ora con il terzo strato: altra passata di rossetto.

L’importante è pressare bene il prodotto, rimuovendo l’eccesso con il fazzoletto.

Andate avanti fino a che non ti sembra che il rossetto sia tutt’uno con le tue labbra, ma non dimenticare la regola d’oro: affinché il rossetto duri a lungo le labbra devono essere ben idratate e lisce.

Così facendo, tu dirai, ho ottenuto un effetto “mat”. Vero.

Ma se hai lavorato bene, potrai dare un’ultima passata di rossetto “sheer” o “glossy” per un effetto più luminoso.

Ecco, magari l’effetto “sheer” riservalo per un ritocco on-the-go.

Puntare sul colore è sempre un’ottima scelta. Rosso carminio, fucsia o nude, c’è un colore per ogni occasione e per ogni sentimento.

Coraggio, dunque, rossetto e specchietto alla mano!

Che ti faccia guidare dai riflessi dei tuoi capelli o dal mood del momento, mi raccomando: occhio alle sbavature (se hai un po’ di rughette attorno alle labbra evita i rossetti “glossy”) e via libera alle sperimentazioni.

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