Buona Festa della Mamma… a chi?
Il mese di maggio è da sempre collegato alla figura della mamma e io non potevo non parlarne su Pink Mojito magazine, un magazine dedicato alle donne.
Il mio intento non è ricordarti che ci sono donne che sono diventate madri e altre no.
Voglio ricordarti, invece, che diventare madre non ti fa essere più donna né ti qualifica come persona, migliore si intende.
A noi donne hanno insegnato fin da piccole che il nostro compito era sposarci e crearci una famiglia. Non contenti continuano a ribadircelo, anche ora che piccole non lo siamo più da un pezzo.

E proprio qui sta l’errore!
Una donna non ha nessun compito a cui assolvere. Una donna deve vivere la sua vita come meglio crede, deve sentirsi realizzata con ciò che la appaga di più e non deve sentirsi una fallita per non aver avuto o voluto un figlio.
Una donna è prima di tutto una persona che vive la sua vita e fa le scelte in maniera consapevole.
In televisione e non solo hanno cominciato a bombardarci di pubblicità legate alla festa della mamma perché non basta sapere che c’è questa festa, serve anche ricordarcelo.
È vero che si tratta di pubblicità e quindi il suo scopo è vendere, ma quanto sarebbe bello sentire qualcuno che promuove il suo prodotto ricordandosi che non ci sono solo figli che cercano il regalo perfetto o madri che vanno celebrate, ma che ci sono figli che non hanno più una madre, ci sono figli che la propria madre non l’hanno mai conosciuta, ci sono madri che non riceveranno regali dai propri figli.
Se stai pensando che vorrei una pubblicità politically correct, fermati perché ti stai sbagliando. Io odio il politically correct, ma amo la comprensione, amo l’empatia e amo l’umanità.
Quello che non amo sono queste feste, che costringono alcuni a festeggiare quando non vorrebbero, a ricordare che quella festa non potranno mai festeggiarla, a ribadire che è una festa dedicata a un gruppo di donne di cui qualcuna non potrà mai farne parte.
Diciamolo pure che essere madre è qualcosa di elitario. C’è chi riesce a diventarlo e chi no. E non bastano la frustrazione, la disperazione e il rimorso. No, alcune donne sono costrette una volta l’anno a ricordarsi di tutto questo senza averlo richiesto.
Non solo essere madre è elitario, ma ci è stato sempre raccontato come qualcosa di meraviglioso e di meraviglioso molto spesso ha davvero poco. Il corpo viene stravolto, i sensi di colpa sono all’ordine del giorno, pensi che stavi meglio prima almeno una volta al giorno, tutto diventa difficile.
Quando sono rimasta incinta 7 anni fa era questo che pensavo della gravidanza e della maternità, che sarebbe stato tutto meraviglioso. Eppure non è andata proprio così. Ho scoperto che la gravidanza non era come l’avevo conosciuta fino a quel momento.
In questi 7 anni sono spuntati come funghi centinaia di profili sui social network che hanno cominciato a parlare di cosa significa davvero affrontare una gravidanza, a raccontare cosa rappresenta essere madre oggi e a rivelare le difficoltà e le prove che una madre deve superare ogni giorno.
Tuttavia c’è ancora molto da fare.

Questo è stato il motivo che mi ha spinto a creare il progetto “PinkMamma”, un progetto che ruota tutto attorno alla maternità e alla gravidanza da trattare, come sempre, in pieno stile ‘Pink Mojito’: senza tabù e con sincerità.
In “PinkMamma” non leggerai di gravidanza e maternità come ce le hanno sempre raccontate. Io ti racconterò questi due momenti per ciò che sono, con aspetti negativi e aspetti positivi. “PinkMamma” avrà inoltre una sezione dedicata a chi sta cercando delle professioniste a cui affidarsi per risolvere un problema o per rispondere a dubbi e domande. Le professioniste saranno tutte selezionate da me che ho vissuto la gravidanza e la maternità per ben 2 volte.
Se vuoi saperne di più e rimanere aggiornata sul progetto “PinkMamma” ti invito a iscriverti subito qui sotto. Ti aspetto!

