Conservare il tè

Torna l’appuntamento con la nostra rubrica Tea for dummies e oggi scopriremo come conservare il tè nel modo giusto. Sei pronta?

In molti conoscono la mia passione: così a Natale, per il compleanno, di ritorno da un viaggio in Cina, Giappone e dintorni, i miei amici mi regalano sempre grandi scorte di tè.

Aggiungendolo a quello che normalmente compro io, metto da parte una scorta che è decisamente superiore al consumo effettivo di tè che riesco a fare in un anno.

Si pone allora un grande problema: come conservare le scorte di tè.

Come conservare il tè nel modo giusto?

Questo problema, te lo dico subito, ha facile soluzione. È sufficiente sapere che nemici delle foglie di tè – e del tè in bustina – sono gli sbalzi temici, la luce e l’umidità.

Se riusciamo a conservare il tè in contenitori di latta attraverso i quali non filtra la luce, siamo già a metà dell’opera. Entriamo ora nello specifico nelle dinamiche della conservazione del tè.

infusore tè

Come conservare il tè sfuso?

Il tè sfuso, sia tè nero, tè verde o tè bianco, sia puro o aromatizzato con frutta o altri ingredienti, è un prodotto organico, le cui qualità si mantengono nel tempo purché sia assicurata la giusta conservazione.

Guai, pertanto a conservare il tè in frigo o in freezer: la temperatura troppo bassa in un caso provoca umidità, nell’altro addirittura ghiaccia le foglie che sono invece delicate e perderebbero così ogni ragione d’essere, oltre che ogni aroma e proprietà.

Il tè va conservato in un luogo il più possibile isolato, asciutto e buio. Io per esempio ho la mia cassapanca personale, nella quale confluiscono molti tè.

Quelli che utilizzo più spesso li tengo più a portata di mano, su mensole o in qualche stipo della dispensa.

Una cosa li accomuna tutti: il contenitore.

Contenitori per il tè sfuso: quali scegliere?

Esistono vari tipi di contenitori per il tè.

Nei negozi specializzati il contenitore è solitamente un sacchettino di cartoncino o di plastica. Va da sé che, una volta arrivati a casa, quei pacchettini dovranno essere riversati in contenitori più adeguati.

Ultimamente si stanno diffondendo dei pacchettini ibridi che i venditori forniscono agli acquirenti. Si tratta di un pacchettino di cartoncino all’esterno, rivestito internamente in alluminio e a chiusura ermetica.

Questo packaging è effettivamente eccellente perché garantisce le necessità delle foglie: buio, isolamento, zero passaggio di umidità.

Il contenitore di tè per eccellenza, però, è il tea-tin, ovvero il piccolo scatolino di latta, variamente decorato, che assume in sé tutte le caratteristiche di isolamento – evitando così la dispersione dell’aroma –, di buio e di contrasto all’umidità.

Sul mercato si trovano tantissimi e variegati contenitori per il tè. I negozi di articoli per la casa si stanno attrezzando ultimamente e se fai un giro sugli shop online, se non puoi spostarti da casa, troverai molte proposte davvero belle, alcune proprio di design.

Importantissimo è non cedere alla tentazione di lasciare il tè nel contenitore di plastica ed è anche sconsigliato conservarlo in vetro, sebbene sia chiuso da tappo sigillato: il rischio che la luce possa colpirlo è forte (a meno che, come me, tu non lo tenga in una cassapanca chiusa e buia).

Come conservare le bustine di tè?

Per il tè in bustina il discorso è più o meno simile al tè sfuso.

Le bustine sono monodosi, dunque contabili e suddivisibili. Si possono conservare – sempre al buio – nelle loro confezioni oppure in quelle belle scatole di legno o di latta che si vendono anche nei negozi di articoli per la casa.

L’importante è sempre, comunque, non esporle a sbalzi di temperatura né alla luce, se pensi di non consumarle nell’immediato.

Come conservare le erbe per tisane e gli infusi?

Gli infusi e le tisane seguono le stesse indicazioni valide per il tè, che si tratti di prodotto sfuso o in bustina: luogo asciutto, lontano da fonti di calore o di freddo, lontano dalla luce diretta.

Un contenitore di latta nello stipo della dispensa è la soluzione migliore.

Quando scade il tè

Questa è una domanda che in molti si fanno, ma la cui risposta è davvero spiazzante.

Innanzitutto la cosa migliore, onde evitare il problema, è di procurarsi piccole dosi di tè per volta, in modo da essere certi che non avanzi tè che poi verrà consumato chissà quando.

Le date di scadenza sono obbligatorie per legge, ma nel caso del tè sono indicative.

Di solito la scadenza è data a 2 anni dal confezionamento, ma in realtà un tè può durare molto più a lungo perché il tè non va a male, piuttosto perderà qualità e aroma, ma di sicuro non farà male.

Dunque non c’è da preoccuparsi se hai quel tè in dispensa da più di 2 anni. Mal che vada sarà meno profumato e in infusione semplicemente colorerà l’acqua, ma non ti avvelenerà, né ti farà male allo stomaco.

Diverso il caso se il tè è stato conservato male. Potrebbe darsi infatti che se filtrano aria, luce o umidità si diano le condizioni ottimali per la nascita di insettini e vermetti. E a quel punto sì che ti dispiacerà di aver atteso tanto per consumare quel tè.

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