Giornata Nazionale Fiocchetto Lilla

Giornata nazionale Fiocchetto Lilla: intervista a Mariella Falsini

Affrontiamo un nuovo argomento su Pink Mojito magazine: i Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione. Lo facciamo con un’ospite di eccezione come Mariella Falsini. Scopri chi è e cosa ci ha risposto.

Il 15 marzo di ogni anno ricorre la giornata nazionale Fiocchetto Lilla, una giornata istituita per aumentare la consapevolezza e la conoscenza riguardo i Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA).

Ho scelto di affrontare questo argomento su Pink Mojito magazine perché si conosce poco questa malattia che può affliggere tutti, in particolare bambini e adolescenti. E fa anche tanti morti, direi quasi invisibili: ben 3780 nel 2023.

Una malattia (definirla ‘disturbo’ non rende l’idea) che si insinua in profondità e si radica talmente tanto da essere molto difficile da debellare. Ed è per questo che si rende necessario il supporto di diversi specialisti per mettere in atto la cura, di un’assistenza territoriale adeguata e di una conoscenza approfondita su cosa è un DNA e cosa può provocare.

Per cominciare ad affrontare questo tema ho coinvolto Mariella Falsini, presidente della Fondazione Fiocchetto Lilla, la quale ormai da oltre 20 anni si batte per l’informazione, la consapevolezza e la garanzia di un’adeguata assistenza alle persone malate di DNA.

Le ho posto 10 domande che banalmente potremmo farci tutti in relazione ai Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione. Qui di seguito trovi le sue risposte.


Non perdere il prossimo appuntamento con la videointervista a Mariella Falsini.

Parleremo di cosa può fare un genitore nei confronti del figlio malato di DNA.
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1) Può dirci di cosa si occupa la Fondazione Fiocchetto Lilla e qual è il suo obiettivo?

La Fondazione nasce nel 2023 dalla collaborazione delle Associazioni Perle e Mi Nutro di Vita (che si sono sciolte destinando tutto il patrimonio alla Fondazione stessa) e dai soci fondatori: Mariella Falsini, Stefano Tavilla, Francesca Lazzari, Micaela Bozzolasco, Maria Carla Martinuzzi, Simona Corridori e Sebastiano Ruzza.

Le malattie del Comportamento Alimentare sono malattie frequentemente sottovalutate e non comprese.

In Italia le strutture di supporto sono purtroppo poche e difficilmente accessibili. Per questo troppe persone sono lasciate a se stesse: in pericolo, impotenti, senza speranza e profondamente spaventate.

Attraverso le sue diverse attività la Fondazione Fiocchetto Lilla si pone l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e gli organi ministeriali competenti sulla realtà di queste malattie in Italia, promuovendo e incentivando la certificazione di percorsi di prevenzione e sostegno su tutto il territorio nazionale, finanziando la ricerca e facendo arrivare risorse concrete a chi si trova o si potrebbe trovare ad affrontare queste malattie.

La Fondazione diffonde e promuove la consapevolezza sul fatto che la ripresa e la guarigione da un Disturbo del Comportamento Alimentare sono possibili e facilita l’accesso a cure e sostegno.

2) Quando parla di DNA a cosa si riferisce di preciso?

Si definisce DNA una malattia che varia dall’anoressia e bulimia (le più conosciute), al Binge eating disorder, all’ortoressia, alla vigoressia e molti altri.

Utilizzare il termine ‘disturbo’ invece che ‘malattia’, per quanto corretto a livello di lessico (anche da un punto di vista scientifico), da un lato non permette di percepire la reale pericolosità di queste malattie e dall’altro rimanda sempre al dubbio che chi ne soffre stia compiendo una scelta volontaria e che per guarire sia sufficiente la buona volontà.

I DNA (Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione) sono malattie psichiatriche invalidanti, potenzialmente mortali, che compromettono la salute fisica ma anche sociale.

È un rapporto patologico con il cibo, il proprio corpo e tutto quello che c’è intorno.

3) Come si riconosce una persona affetta da DNA?

Si riconosce dai cambiamenti delle abitudini e dell’umore, dall’isolamento, dall’ansia, dalla esclusione di particolari gruppi di cibo, dall’evitamento di occasioni sociali.

4) Come si sviluppa un disturbo alimentare?

In molti casi insorge a seguito di esperienze particolari come abusi, lutti, relazioni difficoltose, paura di crescere.

Si tratta generalmente di occasioni che non si riescono ad affrontare.

5) Cosa significa soffrire di disturbi alimentari?

Per chi si ammala di malattia alimentare la vita, intesa come accesso ad una apertura sul futuro, cessa e si identifica con pochissimi obiettivi tutti incentrati sul cibo e sul corpo.

6) Ci sono dei campanelli d’allarme che non dovremmo sottovalutare se accanto a noi c’è una persona affetta da DAN?

I campanelli d’allarme sono i comportamenti elencati nella domanda numero 3.

7) Se siamo a conoscenza di una persona affetta da DNA, come possiamo aiutarla concretamente?

Occorre tanta, tanta pazienza.

L’irrazionalità di cui si nutrono le persone che soffrono di una malattia alimentare mette a dura prova chiunque, persino i professionisti deputati alla cura.

Ecco perché occorre un’ottima formazione specifica per loro.

8) E se abbiamo solo il sospetto che soffra di DNA, come ci dobbiamo comportare?

Bisogna fare in modo che la persona chieda aiuto il prima possibile a professionisti con una formazione specifica sui DNA.

È fondamentale la tempestività delle cure per una prognosi più breve e sicuramente positiva.

9) È vero che esiste un questionario che identifica se una persona sia affetta o meno da disturbi dell’alimentazione?

Sono molti i questionari. Ci sono quelli che vengono somministrati dai professionisti e molti che si trovano in rete.

Ricordiamoci però che una volta assodato che si tratta di un DNA il passo fondamentale è iniziare un percorso terapeutico appropriato.

Sapere di soffrirne non è sufficiente se non si prende la consapevolezza di intraprendere la via della guarigione: si chiama motivazione al cambiamento.

10) Si guarisce da un disturbo alimentare?

Sì, si guarisce. Diffidate da chi tratta i DNA come cronici. Definirli cronici significa togliere la speranza e la voglia di guarire.

Esistono DNA più ostici e refrattari alla guarigione ma esistono anche professionisti che lo sanno bene e non demordono. Sono le persone a fare la differenza. In questo caso sono i professionisti a farla, così come lo sono le persone che con coraggio chiedono aiuto.

Fondazione Fiocchetto Lilla Logo

Vuole lasciare (o lanciare) un messaggio a chi legge?

Un luminare un giorno scrisse riguardo ai DNA:

“È come chiamare tosse il carcinoma polmonare e trattarlo come se lo fosse”.

Forse queste parole possono servire ad avere rispetto e maggiore comprensione per una malattia che miete vittime ed è la seconda causa di morte dopo gli incidenti stradali.

Per saperne di più…

Il simbolo del fiocchetto lilla nasce in America. Il colore è la combinazione di due tonalità: il blu simbolo di calma e il rosso simbolo di energia. Il dualismo rappresenta la conflittualità e la complessità dei DNA.

Nel 2012 su iniziativa di Stefano Tavilla, componente di Fondazione Fiocchetto Lilla, il quale perse la figlia di 17 anni per le gravi conseguenze causate da un Disturbo dell’Alimentazione. Il cuore della ragazza si è fermato mentre dormiva per via della mancanza di potassio a pochi giorni dal suo ricovero. La Giornata è stata riconosciuta istituzionalmente nel 2018.

Dagli ultimi dati forniti dal Ministero della Sanità sappiamo che:

  • 4.000.000 sono le persone affette da DAN in Italia
  • nel 2023 sono morte 3.780 persone
  • si registra una considerevole incidenza nella fascia di età 9/12 anni.

Il Ministero della Salute ha dedicato un portale ai Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione, dove raccoglie informazioni utili riguardo l’argomento.

Vuoi saperne di più sui Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione? Continua a seguire Pink Mojito Magazine.

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