Sofonisba Anguissola autoritratto

Donne pittrici del ‘500: la vita e la carriera di Sofonisba Anguissola

Per questo nuovo appuntamento con la rubrica “Donne dimenticate dalla storia” ho scelto di parlare di una grande pittrice del Cinquecento ancora fin troppo sconosciuta, che meriterebbe di diritto il suo posto nei libri di storia dell’arte.

Il mondo dell’arte è stato sempre dominato dagli uomini sebbene si distinguano anche alcune donne che non hanno nulla da invidiare ai loro colleghi maschi contemporanei.

Ultimamente gli studi di genere nel campo dell’arte, dal Rinascimento in avanti, stanno riscrivendo la presenza femminile, contribuendo a delineare sempre meglio la biografia di alcune artiste, la loro produzione e a ricollocarle al giusto posto nel contesto del loro tempo.

Tra queste donne un ruolo di rilievo lo ha la pittrice Sofonisba Anguissola, che forse è tra le più note artiste italiane, seconda solo ad Artemisia Gentileschi. Eppure ancora poco conosciuta fuori dal giro degli appassionati d’arte italiana del Cinquecento.

Nasce a Cremona, in una famiglia aristocratica ma non ricca, ed è avviata alla pittura dal padre, insieme alle altre quattro sorelle. Il fratello, invece, diviene musicista. Per Sofonisba l’arte non è un passatempo, ma una professione: proprio le condizioni economiche familiari la spingono a fare dell’arte il suo lavoro.

Allieva del pittore manierista Bernardino Campi, Sofonisba Anguissola attinge molto allo stile del maestro, soprattutto per quanto attiene la ritrattistica, ambito nel quale lei stessa eccellerà.

E infatti è proprio la sua fama come ritrattista che le fa lasciare Cremona per Milano e poi per le altre città d’Italia nelle quali riceve commissioni.

Come biglietto da visita per farsi conoscere inviava sempre un suo autoritratto: mossa vincente che convince ogni volta i suoi futuri committenti.

La sua opera giunge anche agli occhi di due eccellenti maestri di quel tempo, Michelangelo Buonarroti e Michelangelo Merisi. Non esattamente due sprovveduti. Entrambi restano colpiti da un disegno a carboncino di Sofonisba, che ritrae un fanciullo morso da un gambero (in realtà il fratello Asdrubale in lacrime consolato da una delle altre sorelle). Se il Buonarroti esprime grande apprezzamento, il Merisi addirittura ne trarrà ispirazione per il suo Fanciullo morso da un ramarro.

Il padre le fa da promotore in diverse occasioni, introducendola dapprima alla corte dei Gonzaga, poi degli Este e dei Farnese. E Sofonisba ritrae nobili e cardinali, facendosi conoscere in tutta Italia. Persino Giorgio Vasari, artista e biografo di artisti, nella sua opera “Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori” ne parla lodandone le capacità nel ritratto.

Sofonisba Anguissola
Ritratto di Amilcare Anguissola e due suoi figli

Diviene dama di compagnia di Elisabetta di Valois, giovane sposa del re di Spagna Filippo II e rimane alla corte spagnola per circa 20 anni. Dopodiché si sposta a Paternò, in Sicilia, avendo sposato per procura Fabrizio di Moncada, fratello del Viceré di Sicilia.

Rimasta vedova pochi anni dopo, durante un viaggio per mare, conosce il nobile genovese Orazio Lomellini, che sposa nel 1579 e col quale si trasferisce a Genova.

Nel 1615, già in là con gli anni e con la vista sempre più calante, si trasferisce col marito a Palermo, dove ancora esercita fino a che non è costretta a smettere, praticamente cieca.

Raggiunge comunque una grandissima fama: il pittore fiammingo Anton Van Dick, che diventa pittore di corte presso il Re di Spagna, dove Sofonisba aveva esercitato a suo tempo, esprime grandissima ammirazione per l’opera della pittrice. Quando i due si incontrano, a Palermo, per il fiammingo è un onore realizzare un ritratto dell’artista ormai anziana e ipovedente.

Sofonisba Anguissola muore a più di 90 anni a Palermo, lasciando una cinquantina di opere note e chissà quante non firmate o andate perdute: una produzione artistica prolifica e di altissimo livello.

È giunto il momento, quindi, di dare il giusto riconoscimento nei libri di storia dell’arte a questa grande interprete del suo tempo e dei suoi protagonisti.

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